PROGETTO
di PRODUZIONE TEATRALE sugli INCIDENTI del
LAVORO
Il pane loro
Storie
da una Repubblica fondata sul lavoro
di Stefano Mencherini

Il calendario estivo è in fase
di definizione e comprenderà anche date teatrali e incontri con cittadinanza
e scuole.
La “storia” dello spettacolo
Dal 2000 al 2005, anno in cui Stefano Mencherini (giornalista indipendente e regista Rai) l’ha scritta attingendo storie vere da un lungo impegno di inchiesta giornalistica sugli incidenti del lavoro, il testo e’ stato rappresentato una sola volta al teatro Valle di Roma in occasione della Giornata dedicata alle vittime del lavoro, a cura dell’ Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro) che conta come associati circa 400 mila lavoratori che hanno subito incidenti.
Da sottolineare che il lavoro di Mencherini si avvale della collaborazione di alcuni tra i piu’ grandi poeti civili del nostro Novecento che hanno scritto appositamente per “Il Pane loro” alcuni testi diventati poi canzoni, che si collocano tra le storie e l’incedere del dramma. I poeti sono Roberto Roversi, Franco Loi, Alda Merini, Marisa Zoni, Gianni D’Elia e Attilio Lolini.
La prima stesura del testo e’
anche un libro edito da Manni (Lecce, 2001).
Il 25 novembre 2006 ,
in occasione del Centenario della Cgil, la Camera del Lavoro di
Tolentino (Mc) su input dell’ associazione culturale e teatrale
“Le Sibille” mette in scena “Il Pane loro” al teatro Vaccaj
di Tolentino con una compagnia di attori non professionisti.
Ma è nel maggio del 2007
che finalmente gli sforzi dell’autore permettono di trovare alcuni
finanziatori del progetto e un gruppo di artisti ed operatori dello
spettacolo accetta di impegnarsi affinchè questo spettacolo-denuncia
assuma una sua precisa identità e collocazione nell’attuale quadro
teatrale e sociale italiano.
I Partners del Progetto
Partners istituzionali FILLEA
CGIL , Provincia di Roma (Presidenza del Consiglio provinciale
e Assessorato al Lavoro) e Regione Puglia (Assessorato al Lavoro
e Assessorato al Mediterraneo) ne supportano la produzione e/o la diffusione
in Italia.
Per il sito si ringraziano Alessio Di Florio e l’associazione PEACELINK
ART.21 contribuisce a diffondere l’eco dello spettacolo.
ANMIL
presente alla conferenza stampa nazionale è dalla nascita del progetto
collaboratore e sostenitore.
Con FILLEA CGIl un rapporto di continuativa e fattiva collaborazione ha permesso di rafforzare il significato e la pregnanza sociale di questo che non vuole essere “solo” uno spettacolo, ma una modalità di forte penetrazione sociale su una tematica tanto scottante quanto delicata.
Pare arduo attualmente non “abusare” della rilevanza mediatica delle tante, troppe “morti accidentali” sul lavoro.
E’ peraltro sempre più urgente non solo parlarne, ma agire ognuno nel proprio ambito.
La serietà professionale ed artistica ed il lungo comprovato impegno civile dei principali partecipanti al progetto, può già essere considerata valida garanzia.
Ma certamente la scelta del soggetto
sindacale più storicamente segnato dagli incidenti del lavoro e più
attivo sull’argomento di muoversi insieme al progetto non può che
aggiungere forza e credibilità al lavoro che si sta realizzando.
CGIL sta ulteriormente sostenendo e contribuendo ad amplificare la voce degli artisti in ogni luogo dove lo spettacolo sta andando.
Le locations sono volutamente non convenzionali.
Niente palco, nessun teatro,
ma teatro civile che con un testo fatto di storie vere
entra nei veri luoghi di lavoro (porti, fabbriche metalmeccaniche,
cantieri…) o spazi strettamente collegati.
Il pubblico e i lavoratori intorno
agli artisti, e gli artisti tra il pubblico e i lavoratori. Che saranno
chiamati a commentare e eventualmente ad integrare la realizzazione
presentata.
Il Pane loro vuole essere uno spettacolo teso a creare un confronto diretto con chi
e’ gia’ nel mondo del lavoro
e con chi ne fara’ parte, ma anche con le istituzioni e la politica
con lo scopo di informare, sensibilizzare, denunciare e provocare
reazioni sul fronte della sicurezza.
Rodolfo Maltese, chitarrista storico del Banco del Mutuo Soccorso, musicista e compositore ha curato la composizione delle musiche.
Francesco Di Giacomo vocalist e front man del Banco per la prima volta veste i panni dell’attore impersonando un operaio che ha perso l’uso delle gambe ed e’ costretto sulla sedia a rotelle.
I due artisti, che collaborano
spesso in diversi progetti, hanno lavorato sui testi poetici degli autori
intervenuti nella stesura originale, realizzando un’interessante e
alquanto particolare lettura del racconto e della problematica affrontata
con “occhio” rock e ritmi provocatori.
Dietro le quinte uno staff che
ha operato e opera affinchè questo progetto abbia la maggiore diffusione
possibile. Nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, ovunque
ci sia la volontà di parlare e conoscere quello che vorremmo definire
un vero olocausto.