La ballata dell’invalido di Gianni D’Elia 

E li chiamano incidenti sul lavoro,

ma non li dovrebbero chiamare

piuttosto, incidenti sul capitale?… 

Meno soldi e meno diritti,

questa è la danza che s’ha da danzare,

il ballo del lavoro col capitale!… 

E le chiamano morti  bianche,

ma non dovrebbero chiamarle

piuttosto, morti tante, tante, tante… 

Tante morti sui luoghi del capitale:

cantiere, sterro, officina,

sui ponteggi, al tornio, sotto terra, 

questo ballo del lavoro è una guerra!…

Morti e feriti, ogni giorno, e via!…

Questo è il ballo italiano e globale… 

Meno soldi e meno diritti, mafia,

questa è la danza illegale,

il ballo del lavoro col capitale!… 

Chi non ci lascia la pelle,

ci lascia qualcos’altro,

Ogni parte del corpo è buona!… 

Buona la faccia, buona la mano,

buono il braccio, l’occhio, il moto umano!…

La vita rubata qui si assapora… 

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”

Sì, ora ho tutto il tempo per la poesia,

ma sulla mia sedia a rotelle!… 

E li chiamano incidenti sul lavoro,

ma non li dovrebbero chiamare

piuttosto, incidenti sul capitale?…